IDEE – 2011 – Riflessione sul Goisis 1

LETTERA INVIATA ALL’ASSESSORE ALL’ECOLOGIA DEL COMUNE DI BERGAMO DAL TAVOLO TERRITORIALE “LA TAVOLOZZA” NEL GIUGNO 2011 di Paolo Crippa

La classificazione dei parchi cittadini.

In città esistono oltre cinquanta aree verdi comunali definite parchi o giardini, ciascuna con nome proprio, spesso recintate. Ad esse si aggiungono piccole aree verdi comunali, aperte, non attrezzate, prive di un nome. Esiste infine il parco dei colli che, avendo primaria funzione conservativa dell’habitat naturale è, nel suo genere, unico.

Lo spazio pubblico verde di Bergamo è un pezzo di città che si articola come mosaico di aree in cui la componente naturale è predominante, suddivisibili in quattro categorie:

  1. Luoghi di natura e ritrovo di quartiere per famiglie o per giovani (Goisis, Pilo).
  2. Luoghi di natura e tranquillità dentro la città (Sana).
  3. Paesaggio naturale urbano (area verde via Tremana, di fronte alla scuola elementare), principalmente di valore estetico.
  4. Paesaggio naturale (parco dei colli)

La storia del Goisis

Il Goisis nasce come standard urbanistico per la costruzione dei condomini tra via Tremana e viale Giulio Cesare. Da allora il Goisis ha visto un sovrapporsi di arredi, con intenti di interpretazione della fruizione che si sono mossi in direzioni talvolta differenti.

Per diversi anni è un parco abbandonato a se stesso e mal frequentato. La recinzione e l’installazione di alcuni giochi sollecitata dagli abitanti dal 1996, vede una prima realizzazione nel 1998 con un percorso vita, due fontanelle, dei giochi per bambini, un bagno pubblico.

Nel 2000 viene realizzato un percorso didattico a fruizione cittadina per imparare ad andare in bici in città. Nel 2006 la Circoscrizione avvia un esperimento di utilizzo della casetta costruita nel parco su iniziativa degli uffici comunali (con altre finalità), con l’idea di trasferirvi il servizio del Centro Socio Culturale in estate. Nel 2009 il parco si estende anche all’esterno della recinzione con funzione rivolta principalmente agli adolescenti.

Gli arredi e la frequentazione ne ha determinato la storia: diverse piccole feste popolari sono state organizzate dentro il Goisis (associazioni del quartiere, spazio giovanile, ecc.).

Il Goisis oggi

Il Goisis oggi, è un parco a diversa frequentazione, a seconda delle ore del giorno. In orario extrascolastico, è frequentato per la ricreazione da bambini dai 2 ai 12 anni, dalle loro famiglie, da adulti di passaggio. Essi sono principalmente residenti a Monterosso, Redona, S.Caterina e conca Fiorita. Il parco grande, circoscritto dal muretto, offrendo un’opportunità di divertimento libero e poco strutturato, è frequentato da preadolescenti, adolescenti e giovani.

Il senso del parco

Negli ultimi quindici anni istituzioni e cittadini hanno proposto idee diverse del parco, senza mai condividere un pensiero organico rispetto alla sua fruizione e alla sua funzione.

Da qui l’alternarsi di scelte non sempre coerenti. Per noi è lecito infatti porsi almeno tre domande ogniqualvolta si desidera mettere mano al parco sia per arredie giochi e sia per proposte di servizio:

  1. A CHI si rivolge il parco?
  2. CHE COSA vuole stimolare il parco?
  3. COME si colloca il parco nella vitaquotidiana di chi vi abita attorno?

1) A CHI si rivolge il parco?

La struttura di un parco influisce fortemente sulla sua frequentazione. Ad esempio la presenza di un fasciatoio favorisce la frequentazione dei bambini più piccoli accompagnati da un adulto. Al Goisis, anche se proposto, non è mai stato realizzato. Allo stesso modo la presenza di una griglia barbecue influisce non poco sulla presenza di gruppi di famiglie. Un bar che dispensa la birra attrae una frequentazione giovanile. E’ nell’esperienza comune che nei parchi pubblici, ma più in generale anche nelle aree pubbliche, la frequentazione di più fasce di età e di più interessiinduce un autocontrollo e un senso di maggior sicurezza per tutti i frequentatori.

L’impianto attuale del parco Goisis, con i giochi per bambini e le panchine lo predispone alla presenza delle famiglie, soprattutto fuori dagli orari della scuola. L’area esterna, col campo da basket e le sedute attrae invece sempre più adolescenti.

Va aggiunto che il parcheggio esterno, il pullman e la pista ciclabile rendono il parco appetibile non solo ai residenti dei quartieri limitrofi ma anche a chi arriva da altri punti della città e da paesi limitrofi.

2) CHE COSA vuole stimolare il parco?

L’impostazione di un parco seleziona l’utenza e ne stimola determinate funzioni.

L’attuale impostazione del Goisis è riconosciuta dagli utenti con figli, come luogo del gioco libero, in cui i minori sperimentano giochi e relazioni.

Per gli adulti, genitori e anziani, è stimolo diincontro e di relazione. In questo senso lo stimolo si combina col bisogno, ad esempio è emerso più volte da parte dei genitori negli anni scorsi, il desiderio di estendere l’orario di apertura estiva.Allo stesso modo è’ quotidiana la richiesta di avere dei tavoli con delle panche per svariate attività: gioco degli scacchi, picnic fra famiglie, studio all’aria aperta, ecc.

Chi frequenta il parco in questi anni ha apprezzato l’animazione per bambini Giocaparco, l’emeroteca per adulti nel periodo estivo (sfruttata soprattutto da anziani)ed il trasferimento dell’operatore del CSC che offriva ai minori la possibilità di leggere i testi, di disegnare all’aria aperta. Il connubio parco-lettura, sperimentato con successo prima al parco Solari e poi al Goisis, sfruttando l’inutilizzata casetta di legno, non ha mai trovato il minimo riconoscimento negli uffici comunali.

Il Goisis è frequentato e rispettato dalla comunità che lo vive: riconosciuto per il forte valore educativo, libero da elementi consumistici (non vi è un bar, né giochi a pagamento) a tal punto che non viene valutato positivamente nemmeno il temporaneo gonfiabile estivo a pagamento (genitori e nonni, chiedono all’amministrazione di eliminare tale proposta, in quanto diseducativa). L’assenza di giochi a pagamento rende tutti i bambini uguali nell’accesso ai servizi del parco: lo spazio pubblico in questo senso si pone davvero come “cosa di tutti”, spazio comune che non frapponedisuguaglianze di disponibilità economica.Per altro lo sforzo culturale sull’educazione alimentare fatto nelle scuole di una merenda sana (a base di frutta) mal si abbina a offerte che vanno in una direzione contraria (merendine ecc.) e così gli obiettivi e gli indirizzi dell’Organizzazione mondiale della Sanità, e della stessa regione Lombardia nel documento di programmazione sanitaria del 2011 non sono rispettati.

La collocazione paesaggistica a ridosso del parco dei colli rende il Goisis la continuazione di ambiente naturale collinare rendendolo un pezzo di natura facilmente fruibile dai bambini.

3) COME si colloca il parco nella vitaquotidiana di chi vi abita intorno?

Il Goisis si integra nella rete di luoghi aggregativi, nei percorsisicuri, nel sistema del verde del quartiere di Monterosso.

Luoghi aggregativi. Per i minori di Monterosso è la continuazione della socialità scolastica: una parte degli alunni della primaria Papa Giovanni XXIII, dell’Infanzia, del Nido Comunale e della scuola privata Gioiosa si spostano direttamente dalle scuole al parco. La zona 30 lo racchiude nel sistema di punti aggregativi del quartiere con le scuole, piazza Pacati, l’oratorio, il piazzale della posta.

Percorsi sicuri. L’ampliamento mattutino dell’orario di apertura lo rendono percorso di attraversamento per gli studenti che si spostano da Monterosso a Redona e viceversa.

Sistema del verde. La ciclabile che locongiunge al parco Sana, al parco del Quintino, all’area verde di via Barelli lo pone in comunicazione sicura con il sistema del verde di Monterosso.

Il Goisis domani.

L’attuale tendenza a privatizzare i pochi spazi pubblici esistenti sta contaminando anche la gestione dei parchi, pensiamo che questa tendenza renda una comunità più povera e con meno benessere. Secondo noi, il Goisis va pensato come area sicura poiché libera dal traffico e frequentata da cittadini che se ne prendono cura, area facilitante relazioni di conoscenza e di buon vicinato e di dialogo, poiché libera da usi privati e consumistici.

Va assolutamente conservata quindi la sua duplice funzione di spazio natura e spazio di relazioni. Il problema della gestione di queste aree pubbliche potrebbe sperimentare nuovi percorsi (per altro già praticati come descritto prima) che coniughino le potenzialità dell’area con le aspettative di svago e di tranquillità che un’offerta culturale può fornire. Valorizzando così al meglio servizi che il comune già offre ai cittadini.

Cultura e natura può essere una sperimentazione che valorizzi e stimoli la costruzione di spazi comuni per riscoprire un nuovo senso di appartenenza al territorio. Questa può essere una strada alternativa al processo di privatizzazione che ci sembra poco attento nel valutare fino in fondo ricadute non a breve ma a medio periodo.

Al di là di questo aspetto gestionale rimane comunque la prospettiva di un allargamento del parco anche all’area prossima ai Monfortani, ma è un’altra partita.

Paolo Crippa
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